XIV.
CARLENRICO NAVONE
IL BEATO PIETRO DA RUFFIA E L'ERESIA DEI "QUINI" IN VAL DI LANZO
Pagine 20 (1963).
Nella presentazione, Giovanni Donna d'Oldenico illustra come il movimento dei Beghini, che per corruzione del nome
fu detto anche dei Quini, non rientri in quei movimenti religiosi veri e propri che trassero origine da condizioni
di disagio economico-sociale, e che il lievito delle sue idee fu tutt'altro che sintomo di ricerca di una nuova
vita spirituale.
Spesso, essi amavano confondersi coi Valdesi cosicché talvolta ne venne loro anche attribuito l'ugual nome,
arrecando così danno all'immagine di questi ultimi di cui si fecero alibi per giustificare la condotta e
facendo loro attribuire delitti che non commisero.
La segnalazione di Navone sulla presenza di gruppi eretici nelle valli lanzesi si inquadra pertanto come un invito
a più approfondite ricerche.
Negli anni seguenti infatti, studiando l'intero fenomeno ereticale medioevale del Piemonte occidentale, si sono
sviluppate organiche indagini e studi basati sulla lettura, l'analisi e la pubblicazione degli Atti dei processi
tenuti nelle Valli di Lanzo dall'inquisitore domenicano Tommaso di Casasco nel 1373 e conservati presso la Biblioteca
Casanatense di Roma.
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