Collana

XVII.

TIRSI MARIO CAFFARATTO

ELOGIO DEL SINDACO GIOVANNI FRANCESCO BELLEZIA
IN OCCASIONE DEL TERZO CENTENARIO DELLA SUA MORTE

Pagine 14 (1972).

Documentata e intelligente rievocazione di colui che fu il sindaco di Torino durante la peste del 1630, in occasione del terzo centenario della sua morte avvenuta il 13 marzo 1672.
Le epidemie lombarde sono state rese celebri da grandi personaggi: la peste del 1576 è legata al nome di San Carlo Borromeo e quella del 1630 alla firma di Alessandro Manzoni. Se da noi non si ebbero legami con uomini il cui nome uscì dai limiti della conoscenza regionale, dobbiamo ricordare che la peste del 1630 in Piemonte ebbe i suoi eroi tra cui Giovanni Francesco Bellezia, di famiglia Lanzese. Egli, nella sua qualità di Sindaco, rimase sempre nella Città di Torino, anche nel maggior infierire del terribile contagio, quando tutti gli altri magistrati l'avevano abbandonata, dando un esempio così generoso da restarne viva memoria.
Per i meriti acquisiti, Bellezia venne nominato dal duca Vittorio Amedeo I consigliere senatore ed avvocato patrimoniale generale della Camera dei Conti. in seguito ricevette pure il titolo comitale. La Città lo ricorda dedicandogli una delle sue vie più antiche.
Nella commemorazione, Caffaratto risale alle origini della famiglia Bellezia, spesso intrecciate con l'altra nobile famiglia lanzese dei Carroccio.

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