Collana

XXXI.

LUIGI CIBRARIO

SCRITTI SULLE VALLI DI LANZO
"LETTRE SUR LA ROUTE QUI CONDUISAIT ANCIENNEMENT PAR LA VALLEE D'USSEIL DE PIÉMONT DANS LA HAUTE MAURIENNE"

Ristampa anastatica dell'edizione del 1830.
Paggine 20 (1982).

La "lettera" di Luigi Cibrario (1802-1870) inviata al professor Raymond, segretario della Reale Accademia di Savoia, prende spunto da un precedente scritto del Vescovo della Moriana concernente la scoperta di antiche tombe nei pressi del Col de la Magdeleine in cui si cita una strada che conduceva dalla Moriana in Piemonte attraverso le Valli di Lanzo.
L'Autore asserisce di aver ritrovato le tracce del sentiero di epoca romana negli anni 1825 e 1827 sui fianchi della Torre d'Ovarda, montagna sovrastante Usseglio. E qui ci dà la notizia più significativa: a due terzi circa dell'altezza del monte egli vide i resti di un cammino "tagliato con il ferro", in qualche parte ancora praticabile dai muli; non trovò però i grandi anelli fissati alla roccia che molte persone gli assicuravano di aver visto.
La descrizione del tracciato è accurata, così pure le notizie sui ritrovamenti delle steli romane sulle alture di Bellacomba e tra il Lago della Rossa ed il Colle d'Arnas. Due di queste are votive sono oggi visibili a Piazzette e presso l'antica parrocchia di Usseglio.
Nella lettera si accenna pure ad un secondo percorso tra la Valle d'Usseglio e la Moriana passante per il valico del Colle de l'Autaret. Lo scritto di Cibrario fu stimolo per le ricerche archeologiche di Piero Barocelli che si concretizzarono in La via romana transalpina degli alti valichi de l'Autaret e di Arnas (volume XVI di questa collana).

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