XXXIV.
LUIGI CIBRARIO
SCRITTI SULLE VALLI DI LANZO
"LE VALLI DI LANZO E D'USSEGLIO NE' TEMPI DI MEZZO"
Ristampa anastatica dell'edizione del 1851
Pagine 40, 1 illustrazione (1982).
Uno degli studi più significativi tra quelli di Cibrario dedicati alle Valli di Lanzo in un periodo storico
che abbraccia due secoli, il '300 ed il '400, senza tralasciare però, quando è necessario, di spingersi
al '500 ed al '600. Inizia dalle lapidi votive romane ritrovate nel territorio di Usseglio, ed in breve giunge
al XIV secolo dove scrive di quel Bonifacio Rotario di Asti che ascese il Rocciamelone per estinguere un voto,
portando con se un trittico in bronzo raffigurante la SS. Vergine, ed edificandovi sulla vetta la primitiva cappella.
La pubblicazione prosegue rivisitando, ed in parte ampliando, il precedente Della qualità e dell'uso degli
schioppi... e soffermandosi nel divulgare i contenuti dei Privilegi e degli Statuti di Lanzo concessi da Margherita
di Savoia e riconfermati dai suoi successori. Dall'esame dei Conti della castellania lanzese e del Liber franchisiarum
comunis Lancei l'Autore trae le notizie sulla vita civile nell'alto Medioevo a Lanzo e nei paesi delle Valli, riportando
con precisione, in nota, i vari riferimenti e le collocazioni archivistiche.
La pregevole indagine termina con un preciso riferimento al ramo degli Estensi, marchesi di Lanzo, che iniziò
con Filippo I, sposo di Maria di Savoia figlia del duca Emanuele Filiberto, e terminò di governare la castellania
nel 1723 con Sigismondo III.
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