XXXV.
LUIGI CIBRARIO
SCRITTI SULLE VALLI DI LANZO
"NOVELLE: I MISTERI DI MALCIAUSSIA, IL POZZO DI PISS-MADAI"
EX LIBRIS
Ristampa anastatica dell'edizione del 1861
Pagine 16, 2 illustrazioni (1982).
A fronte di una più cospicua produzione storica, Cibrario si dedicò per diletto ad alcuni lavori
letterari, tra questi le Novelle in cui, in due casi, dedicò la sua penna a riportare leggende che riguardano
Usseglio, e nello specifico la conca di Malciaussia dove i personaggi Alto e Basso ed Arnolfo Calcaterra, rincorrendo
i loro amori Elvida e Claudina, diventano prede di fate in castelli incantati e di diabolici spiriti.
Di seguito, sono proposti gli ex libris di Luigi Cibrario, appartenenti al periodo antecedente la nomina a Conte
datata 1861. Le incisioni raffigurano, sovrastato dalla corona di nobile in un caso e di patrizio nell'altro, lo
stemma di famiglia che lo Spreti, nell'Enciclopedia storico-nobiliare, descrive in "troncato, semipartito:
al 1° d'argento a sei sbarre alternate di nero e di rosso; al 2° di verde a due dadi d'argento, marcati
dei punti 1 e 2; al 3° d'azzurro, alla banda d'oro carica di tre mezzelune del campo, montanti e ritirate verso
il capo". Il primo ex libris si presenta con in alto il motto Si Deus intersit, ed in basso Cogitavi dies
antiquos a sottolineare la vocazione storica del nostro Autore. Il secondo ha per cimiero una capra nascente ed
è arricchito dalle insegne dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro di cui Cibrario fu Gran Cancelliere.
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