LVI.
ALESSANDRO GALANTE GARRONE
UNA SPINA DORSALE. DOMENICO RICCARDO PERETTI GRIVA
(COASSOLO, 1882 - TORINO, 1962)
Pagine 32, 6 illustrazioni (1999).
Il profilo morale dell'alto magistrato nelle memorie di chi lo ha conosciuto e relazionato per trent'anni. Un inquadramento
storico della sua vocazione professionale, vissuta con dedizione ed umanità nei tempi del fascismo, della
resistenza, del dopo guerra. Un uomo che, ricco delle pagine di Croce e Omodeo e dell'amicizia con Luigi Einaudi,
combattè importanti battaglie liberali e civili, non sottostando alle imposizioni del regime né,
poi, alle manovre partitiche. Fautore della laicità e della dignità dello stato, difese sempre la
giustizia e la libertà.
Una figura di montanaro legato profondamente alle sue radici, frequentando la natìa Coassolo e la natura
delle Valli di Lanzo che raffigurò in molte fotografie stampate al bromolio trasferto, tecnica in cui fu
maestro. Lanzo e Coassolo ricorrono sovente nei ricordi di Galante Garrone; testimonianze non solo di episodi,
ma di legami ricchi d'affetto, di presenza segnante, di riferimento esemplare. Significativi gli accenni, sparsi
nel testo, ai rapporti di Peretti Griva con i suoi conterranei; inedito il racconto del suo arresto e del confronto
avvenuto a Lanzo con i tedeschi, una pagina che la saldezza e l'integra personalità.
In chiusura, Michele Ghigo traccia una scheda su Peretti Griva fotografo e Gian Giorgio Massara informa
su Due pittori per un magistrato: G. Sobrile e A. Boccalatte.
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