VI.
PIERO BAROCELLI
LA STAZIONE PREISTORICA DI VIÙ
Pagine 36, 13 tavole di illustrazioni fuori testo (1962).
Volumetto articolato sugli appunti raccolti da Barocelli nel 1921 e 1922 allorquando, invitato dal cav. Carlo Fino,
ebbe occasione di visitare gli scavi al Versino di Viù, sull'altura in cui anticamente sorgeva il castello.
I reperti litici di età preistorica ritrovati durante le ricerche vennero raccolti dal Fino in quello che
fu il piccolo Museo di Viù, quasi completamente disperso durante l'ultimo periodo bellico.
Barocelli, al tempo Soprintendente alle Antichità del Piemonte e della Liguria ed in seguito passato alla
soprintendenza di Parma e quindi a quella del Museo Nazionale Etnografico "L. Pegorini" di Roma, ove
tenne anche la cattedra di Paletnologia all'Università, ne esamina gli oggetti ritrovati e la documentazione
rimasta.
L'importanza della pubblicazione è data dal fatto che in questo modo si è potuto riparare, almeno
in parte, a quanto è andato perduto. Dopo aver ripercorso le fasi degli scavi che portarono ai ritrovamenti,
vengono esaminati singolarmente i vari manufatti, dandone un'accurata descrizione unita alla documentazione fotografica.
Si fa osservare che i resti lasciati dall'uomo a Viù risultano i più antichi che si conoscano nelle
Valli di Lanzo.
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