LXXIII.
BRUNO GUGLIELMOTTO-RAVET, MARINO PERIOTTO
DALLA VILLEGGIATURA ALLA CLANDESTINITÀ. PRESENZE EBRAICHE NELLE VALLI DI LANZO TRA METÀ
OTTOCENTO E SECONDA GUERRA MONDIALE
Pagine 80, 27 illustrazioni (2002).
Articolato in tre capitoli, il volume presenta un percorso attraverso le vicende di cui le famiglie ebraiche sono state protagoniste in un arco di tempo centenario. Lo spunto iniziale è l'emanazione delle leggi razziali (1938) e le ripercussioni sulla Comunità Ebraica torinese. Il progressivo inasprirsi delle restrizioni portò tanti ebrei a cercare rifugio fuori città, parecchi sfollarono nelle Valli di Lanzo: nessuno venne catturato dei circa 600 che qui si nascosero o che vi transitarono. La Comunità Ebraica Italiana lo ricorda con una lapide posta a Ceres in riconoscenza per i valligiani che <<con silenzioso eroismo diedero loro protezione e assistenza salvandoli dalla sorte orrenda dei campi di sterminio>>.
La frequentazione ebraica delle Valli di Lanzo ha però legami antichi, risalenti alla prestigiosa villeggiatura sviluppatasi tra l'800 e il '900. Dall'arrivo a Viù nel 1861 dei baroni Franchetti, ai soggiorni di Margherita Sarfatti e Cesare Lombroso, alla presenza dei cognomi israeliti più noti, si costituì un forte radicamento con il territorio. Non fu casuale quindi che molti di loro qui ritornassero anche nel momento del bisogno; il periodo della clandestinità li vide nascosti sia dalla popolazione locale che dal clero cattolico, mentre alcuni organizzarono un'attiva rete di soccorso e protezione. Le testimonianze sono scarne, ma utili per ricostruire situazioni e momenti; in particolare si evidenziano le contrastanti realtà di Lanzo, con rastrellamenti e arresti, e delle più sicure alte Valli. In appendice vengono riportati i profili di quegli ebrei che parteciparono attivamente alla Resistenza nelle Valli di Lanzo.
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