LXXIX.
MARIA TERESA POCCHIOLA VITER, EZIO SESIA
RITI E TRADIZIONI DELLE VALLI DI LANZO.
IL CARNEVALE DI MEZZENILE: «AH, LI BRËNLOU QUË DJÈN VIRÌA!»
Pagine 72, 29 illustrazioni (2003).
Dei personaggi mascherati - ël bërbuirë, introdotti uno alla volta, sfilano girando in tondo in senso antiorario, al ritmo lento e cadenzato di una curiosa musica sempre uguale, quasi ipnotica, suonata dalla banda locale. Rigorosamente muti, irriconoscibili, scambiano con il pubblico gesti e ammiccamenti. Nel frattempo, alcuni diavoli, vestiti di rosso e armati di forconi di legno, balzano qua e là con urla e strepiti, gettando scompiglio. Concluse le entrate, i musicanti intonano alcune courèndë che le maschere ballano mischiandosi tra loro, coinvolgendo i diavoli e qualcuno del pubblico. È il segno che il Brënlou si avvia alla conclusione.
L’unico
carnevale delle Valli di Lanzo che abbia specifiche tipicità, ha radici
antiche. Le notizie, raccolte da anziani testimoni, evidenziano le peculiarità,
che sono messe a confronto con altre realtà dei paesi dell’intero arco
alpino. Gli Autori indagano quella che fu la comunità del Brënlou,
la preparazione della festa, i luoghi della rappresentazione, la badia organizzatrice,
lo svolgimento e i personaggi principali, la sepoltura del Carnevale. In appendice
è riportata la versione del canto di Martina raccolto a Mezzenile e lo
spartito della musica del Brënlou.
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