LXXX.
BRUNO GUGLIELMOTTO-RAVET
RITI E TRADIZIONI DELLE VALLI DI LANZO.
I FALÒ DELL’ANNUNZIATA A VIÙ LA SERA DEL 25 MARZO.
E LE MEMORIE DI BLAISE DE MONLUC E FRANÇOIS DE BOYVIN SUGLI ASSEDI
DEI CASTELLI DI LANZO E VIÙ NEL 1551.
Con una nota di PIERCARLO JORIO su LE REMOTE ORIGINI DEI
"FEU ËD SAN GIOAN"
Pagine 112, 35 illustrazioni (2003).
Dal Cinquecento a oggi, un fatto di guerra è diventato leggenda. I dati storici e gli eventi sono ambientati, documentati e analizzati, portando a comprendere come la loro evoluzione nei secoli sia radicata in una festa, tutt’oggi viva e sentita. La situazione storica del Piemonte nella metà del XVI secolo introduce alla presa del castello di Lanzo, e conseguente resa di quello di Viù, da parte delle armate del re di Francia, contrapposte a quelle spagnole di cui il duca di Savoia era alleato. I fatti sono raccontati negli scritti di Monluc, comandante dell’artiglieria transalpina, e di Boyvin, segretario del viceré Charles de Cossé, conte di Brissac.
Dalla
caduta e successiva distruzione del castello di Viù nacque una leggenda,
che parla di feroci briganti che, insediatisi nei ruderi del maniero, opprimevano
e taglieggiavano gli abitanti del paese. La rabbia popolare portò a un
grandioso incendio risolutivo. Sul sito vennero, poi, erette in successione
due cappelle dedicate alla Vergine Annunziata. Ogni anno, la sera della festa
titolare, in tutto il bacino del comune di Viù si accendono decine di
falò, attorno ai quali roteano i vantrèl, mentre le case
si rischiarano di lumini e globi dalle luci colorate. Attorno ai fuochi si radunano
i borghigiani, per un momento foriero di una nuova primavera.
* * *
Catalogo Pubblicazioni - Schede - Almanacchi - Fuori collana
Indice - Note Storiche - Ad Lancei Valles - Appuntamenti - Eventi e Segnalazioni