Collana

LXXXIV.

CLAUDIA TEPPA
CREDENZE E TRADIZIONI ORALI A CANTOIRA.
Pagine 112, 21 illustrazioni (2003).

L'uomo ha bisogno di credere all'indimostrabile. Ciò, specialmente, è accaduto nelle Valli di Lanzo, come argomenta l'indagine esemplificativa, condotta da Claudia Teppa, che riporta alla luce gesti e realtà  archeologiche, eppure normali fino a poche generazioni fa. La curiosità  dell'Autrice l'ha condotta a cercare testimonianze sulle credenze del passato che, per quanto strane, fantasiose, astratte possano sembrare, erano condivise da gran parte della popolazione e ne influenzarono la vita. Per mezzo di colloqui informali è stata data voce ai protagonisti del mondo da loro rievocato. Un passato che continua a esserci, a raccontarsi

Le testimonianze raccolte sono state ordinate e analizzate in capitoli. Tra gli elementi di religiosità  popolare e ufficiale emergono la benedizione e il "segnare" i campi agricoli, il culto dei santi, i piloni votivi, la commemorazione dei morti e il loro mondo misterioso. Magia e stregoneria contadina trovano riscontri nella presenza delle masche, nelle manifestazioni della "fisica", negli scongiuri e nelle pratiche, nelle credenze e nei pregiudizi. Nei boschi appaiono esseri umani selvatici e si fantastica sulle miniere. Ai guaritori locali ci si rivolge perché, con la loro medicina polare, curino lumasola, pourèt, croste e boie. È la presenza della tradizione nella modernità : un intimo legame, tuttora attuale.


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